Iniziative Sociali
Federottica Padova dona visiere protettive alla Caritas diocesana
Un bel gesto di solidarietà da parte dei colleghi dell’associazione provinciale veneta, che hanno donato visiere protettive ai volontari del Centro di ascolto diocesano e ai medici volontari e assistenti del Poliambulatorio Caritas Cuamm di Padova, che quotidianamente si occupano di assistenza ai più fragili.
Una donazione quanto mai indispensabile e necessaria quella dei dispositivi di protezione anti-Covid fatta grazie all’intervento di Renzo Colombo, presidente Federottica Padova, e di Carlo Cavalli, presidente Federottica Veneto Urvoo (nella foto al momento della consegna delle visiere protettive alla Caritas) e associato padovano.
«L’idea – dichiara a Ottica Italiana Renzo Colombo – è nata da un confronto tra il collega Cavalli e il direttore della Caritas cittadina, che utilizza parecchio queste protezioni e aveva avuto problemi per trovarle. Cavalli mi ha chiamato e mi ha proposto di far qualcosa come Federottica Padova, così ci siamo attivati per reperirle».
La Caritas diocesana da anni gestisce il Poliambulatorio Caritas Cuamm in via Duprè a Padova, che mette a disposizione per le persone che vivono in stato di marginalità grave l’ambulatorio odontoiatrico e quello oculistico, in spazi che sono stati messi a disposizione dal Comune di Padova che assicura anche la copertura delle utenze.
Federottica Padova non ha fatto mancare, anche in questa situazione di emergenza, l’aiuto che tradizionalmente dispiega da anni, sia in ambito provinciale che internazionale, nell’ambito degli interventi rivolti al sociale, un lavoro di sussidiarietà che in questo particolare momento va a coprire le esigenze di salvaguardia dei volontari che generosamente assistono ogni giorno le persone in difficoltà.
Siamo già attivi – sottolinea Colombo – in diverse iniziative di solidarietà come, per esempio, l’occhiale solidale. Quando sentiamo il bisogno di qualcosa, ci diamo da fare e in qualche modo facciamo. E in Caritas sono stati molto contenti perché non riuscivano a trovare le visiere o le trovavano a prezzi elevati. Le abbiamo trovate proprio come le utilizzano loro: belle, riutilizzabili e che riparano molto. Ne abbiamo fornite due scatoloni – conclude –, circa una sessantina di visiere in totale».
Articolo ubblicato per la prima volta su Giornale UICI in data 2020-05-05 15:19:00